Vacanza Estiva a Marina di Massa anno 2014

Milano 08/09/14

 

L'associazione la Cordata come ogni anno ha organizzato una vacanza estiva di due settimane per dare la possibilità ai ragazzi disabili di passare un periodo di mare e divertimento insieme, dove confrontarsi con altre persone nelle loro medesime condizioni o in condizioni più gravi, staccare dalla routine quotidiana e fare nuove conoscenze. Il compito di noi volontari era di seguirli, sia da un punto di vista pratico, aiutando chi avesse difficoltà a vestirsi, mangiare, fare il bagno, sia da uno interattivo: il ragazzo disabile affidato è diventato il nostro amico, la persona con cui dividere la stanza, con cui scambiare due chiacchiere prima di addormentarsi, con cui passavi la tua giornata.

La vacanza si è svolta dal 17 al 30 agosto, presso Marina di Massa in Toscana, in un villaggio turistico attrezzato con piscina, animazione, spiaggia privata, campi sportivi, un grande prato e una sala da pranzo a buffet dove ci riunivamo insieme a mangiare. La mattina si andava in piscina o in spiaggia a fare il bagno, mentre nel pomeriggio, a seconda del tempo, alternavamo bagni con laboratori creativi dove i ragazzi hanno potuto esprimere la loro vena artistica; divisi in tavoli da circa sei persone ci siamo dati ora alla costruzione di lanterne, ora a fare ventagli colorati. Di solito la sera, dopo aver preso un caffè tutti insieme, mettevamo la musica e iniziavamo a ballare; alcuni ragazzi prendevano il microfono e provavano a cantare i loro brani preferiti, altri invece si lanciavano in pista, ed erano anche dei bravissimi ballerini! Mi sono fatta tantissime risate in queste occasioni. Una volta abbiamo fatto volare in cielo delle mongolfiere di carta, e un'altra l'abbiamo dedicata a organizzare un pigiama party, dove ballavamo tutti coi nostri pigiamini a fantasia. La serata karaoke è stata troppo divertente: i ragazzi cantavano uno alla volta una canzone, leggendo il brano sul proiettore, però quasi nessuno stava a tempo e alcuni si inventavano le parole. Sotto, noi altri, a cercare invano di dare un ritmo. La domenica mattina ci dividevamo in chi restava al mare e in chi andava a sentire la messa nella chiesa vicino al villaggio. Nel corso delle due settimane sono state organizzate alcune gite: due visite a delle fattorie, una in provincia di la Spezia e una in provincia di Pisa, dove ai ragazzi è stato insegnato come fare il miele e il formaggio con prova pratica, oltre alla possibilità di vedere vari animali da fattoria. Io stessa mi sono divertita tantissimo, perché finalmente ho capito tutto il processo con cui si ricava il miele. I ragazzi poi erano felicissimi di essere resi partecipi. Un giorno l'abbiamo dedicato a visitare la città di Pisa affiancati nel tour da Vincenzo, una guida turistica molto competente, che ci ha spiegato la storia dei vari palazzi, chiese, affreschi di piazza dei miracoli.

Questa per me è stata la prima esperienza di volontariato con la Cordata, e come sempre all'inizio ci si trova spaesati, serve tempo per ambientarsi, soprattutto quando la realtà che ti circonda è tanto diversa dal quotidiano. Dopo i primi giorni di disorientamento la situazione cambia in modo radicale: inizi a conoscere tutti i ragazzi disabili, a confrontarti con gli altri volontari scambiandoti consigli e pareri e ti accorgi che da singolo diventi così parte di un gruppo. Metti da parte il tuo egoismo; in ogni azione che compi devi pensare prima alla persona che ti è stata affidata e poi a te stesso. È importante riuscire a relazionarti con ogni ragazzo singolarmente. Presi come gruppo possono spaventarti o confonderti, ma quando passi un po' di tempo da solo con un ragazzo, riesci a leggergli nel cuore, a instaurare un rapporto che va oltre le misere parole: sguardi, espressioni del viso, movimenti delle mani, versi, contatto fisico. E così senti di aver instaurato un feeling particolare, di stare comunicando in una maniera completamente non consona a quella a cui sei abituato, ma altrettanto forte ed efficacie. Se questa esperienza è una vacanza per le persone disabili, per noi volontari invece è una lezione di vita; sempre abituati a vivere nel cosiddetto confort del mondo Occidentale, raramente apriamo gli occhi verso realtà così difficili, che tendiamo a ignorare quando invece ci circondano. Così invece si va letteralmente incontro a un burrascoso flusso di quesiti esistenziali, come se le nostre priorità venissero ribaltate e le nostre prospettive ridimensionate. Mi ha commosso vedere come questi ragazzi disabili siano capaci di provare emozioni molto più forti delle nostre, come se tutto nella vita avesse un peso e niente vada ignorato o mascherato come semplice superficialità. Si passa dunque da momenti di grande felicità, con sorrisi e risate che non possono fare meno di contagiare con un alone di positività anche noi volontari, a momenti di rabbia in cui partendo da un semplice pretesto si ha l'occasione di sfogare tutti i problemi e probabilmente anche il senso di diversità che gli opprime da sempre.

Io ho partecipato solo alla seconda seconda settimana; eccomi in treno pronta a immergermi in questa nuova esperienza. Ancora non so cosa aspettarmi, ho conosciuto alcuni dei ragazzi a una pizzata e subito ho notato come con alcuni fosse facile interagire, con altri invece non sapevo come comportarmi, cosa chiedergli. Appena arrivo al villaggio mi corre incontro Sonia, una simpatica signora sulla quarantina, di cui mi dovrò prendere cura nei giorni successivi. Ha un lieve ritardo, ma per il resto è molto indipendente e cosa più importante un gran chiacchierona. Mi parla di se stessa, del suo lavoro, dei suoi amici, della sua famiglia. Le piace molto nuotare, infatti passiamo un sacco di tempo in piscina insieme agli altri ragazzi e volontari, ora a fare acqua gym ora a giocare a palla. Con gli altri volontari mi trovo subito bene. Alcuni sono ragazzi della mia età, altri adulti; alcuni come me sono alle prime armi, altri invece sono volontari da tanto tempo. La sera ci riuniamo insieme a parlare dei nostri ragazzi ed è fondamentale sentire i consigli dei volontari più esperti. Ammiro chi si prende cura di persone disabili con problemi molto più gravi, in quanto si dedicano completamente a loro e soprattutto mostrano tanta pazienza e passione per ciò che fanno. Ecco: è proprio la passione, la dedizione, la voglia di fare del bene per il prossimo che accomunano questo gruppo tanto eterogeneo di volontari. Tra i ragazzi ho legato molto anche con Giorgio, con cui ho passato alcune serate a giocare a calcio e a ballare; con quel suo sorriso spettacolare non poteva che metterti di buon umore! Con Daniele invece mi sono fatta tantissime risate, soprattutto durante le partite a carte, grazie al suo senso dell'umorismo e alla sua spontaneità. Mi ha anche scritto una dedica dolcissima sul diario. E poi c'è Marco, che mi afferrava sempre il braccio, mi stringeva la mano e cercava di dirmi il suo nome con l'alfabeto muto.

Insomma, ho dei ricordi molto intensi di questa settimana, un'esperienza forte che mi ha segnata in positivo e che sarei felice di ripetere. Un saluto a tutti e grazie ancora per questa bellissima vacanza insieme. Ognuno di voi mi ha dato davvero tanto.

 

Viola

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