Vacanza Estiva a Lido degli Scacchi 2010 di Silvia

Tutto è cominciato un caldo pomeriggio di inizio estate: stavo lavorando senza troppa voglia, mancava poco alla fine del contratto e la radio trasmetteva le cronache dei mondiali, quando un annuncio sottoforma di filastrocca mi ha riscosso dal torpore: un’associazione cercava volontari per le vacanze di agosto con i disabili… “perché no” mi sono detta. Poteva essere solo l’idea di un momento, come se hanno tante, proposte magari dalla noia o da chissà che, invece il pensiero di passare una vacanza per cercare di dare qualcosa agli altri non mi è più uscita di mente. Così ho chiamato e dopo pochi giorni ho partecipato al primo incontro dei volontari. Al primo impatto avevo un po’ di paura: non mi ero mai confrontata prima d’ora con i disabili, non sapevo come rapportarmi con la malattia mentale e mi lasciava qualche dubbio l’idea dell’assistenzialismo sanitario: io che so a mala pena badare a me stessa come sarei riuscita ad aiutare qualcun altro? Speravo che la seconda riunione avrebbe potuto fugare i miei dubbi: niente da fare, l’affrontare i temi specifici dei disagi dei ragazzi mi ha mandato, se possibile, ancora più in confusione. è stato solo grazie agli altri volontari se non sono scappata urlando come un’ossessa. Li vedevo felici, entusiasti e vogliosi di partire, come se si trattasse della vacanza di un gruppo di amici, e non di un volontariato.

La mattina del 15 di agosto siamo partiti, io con a fianco Sabrina, che sarebbe stata la mia compagna per queste due settimane. Già sul pullman, si respirava allegria: musica, canti e battute mi avevano fatto dimenticare quasi ogni dubbio. I pochi rimasti si sono dissolti conoscendo i ragazzi. Dopo qualche ora di viaggio ci siamo sistemati nei bungalow di un campeggio al Lido degli Scacchi, vicino a Ferrara. Da lì sono iniziati quindici splendidi giorni di mare, di amici, giochi e tante risate.

Sotto l’ombrellone, tra un bagno e una partita a bocce ho conosciuto meglio i ragazzi e le loro storie; sono loro che mi hanno insegnato che per comunicare e fare amicizia non servono necessariamente grandi discorsi, a volte un bacio o una stretta di mano o una battagli di schizzi nell’acqua sono molto più eloquenti delle parole, ho imparato quanto è bello sentirsi parte di un gruppo, ho imparato che anche una quisquilia, se fatta con il cuore può rendere felice un gruppo e capovolgere una giornata.

Naturalmente non è stato tutto rose e fiori, a volte mi sono ritrovata impotente e spiazzata, davanti ai problemi dei ragazzi, alla difficoltà di entrare in un mondo che non è il mio, a volte mi innervosivo ma, con un po’ impegno e fantasia, sono sempre riuscita a trovare il modo di comunicare con i nostri amici speciali. Tutt’altra faccenda sono state le enormi zanzare dei lidi: con loro non c’è proprio stato verso di comunicare, capivano solo il discorso delle ciabattate in testa.

Ma non crediate che abbiamo fatto 15 giorni a poltrire al sole! Tutt’altro!

Innanzitutto ci sono stati i laboratori creativi: abbiamo decorato i nostri bungalow e noi stessi con nastri, carta crespa e cartoncini per renderli ancora più speciali ed accoglienti, abbiamo dipinto le magliette ed abbiamo fatto un bellissimo laboratorio di cucina, divisi in gruppi, sfidandoci a fare l’aperitivo più buono…non c’è stato un vero vincitore… abbiamo spazzolato tutto e decretato a pancia piena la parità assoluta.

Abbiamo fatto anche tante gite: siamo andati a scoprire la città di Ferrara, con le sue bellezze medievali e rinascimentali, gli artisti di strada e le lasagne; la città di Comacchio chiamata la piccola Venezia perché piena di canali, famosa anche per gli allevamenti di anguille, la bellissima Abbazia di Pomposa dell’alto Medioevo e una splendida crociera in battello nel delta del Po dove ci siamo lasciati trasportare e ad un certo punto anche sballottare dalle onde del mare…in tutti questi posti siamo arrivati come un treno colorato, sempre pieni di stupore e di entusiasmo, un’ondata di allegria e canzoni che coinvolgeva anche chi ci passava a fianco.

Il 29 agosto siamo tornati a casa, con tanti abbracci e qualche lacrimuccia, scambiandoci indirizzi e mail.

Che vi devo dire? Pensavo di fare una vacanza per far del bene agli altri…sono stati questi ragazzi davvero speciali che han fatto del gran bene a me.

Arrivederci alla prossima gita!

 

Silvia Rocchi

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